Prima di partire per l’Australia mi ero prefigurato come fosse il posto. Immaginavo un paese stupendo in ogni suo aspetto e non mi erano nemmeno passato per la testa le difficoltà che potevo incontrare. Tutto era perfetto. Per questo vedevo ogni contrattempo come una sfortuna, un impedimento al mio raggiungimento della libertà. Perché c’erano dei problemi con la macchina, perché con il lavoro venivamo sfruttati, perché non lo trovavamo subito, e mi sentivo frustrato. Avevo cominciato anche a guardare gli Australiani in maniera prevenuta, a giudicarli ancora prima che si muovessero quando in fondo di Australiani io ne conosco pochi.
Ho lavorato a Bowen per 5 giorni nella raccolta del Mango. Il lavoro era durissimo, ci si alzava alle 4 di mattina per iniziare a raccogliere alle 5 e nel tragitto di notte verso la fattoria dovevi sperare di non investire un canguro. 11 ore di lavoro sotto il sole intervallate da poche pause e la spada di Damocle del licenziamento se non fossi stato abbastanza veloce nella raccolta. In più la linfa acida che il Mango getta fuori quando lo cogli aveva cominciato a spargersi su tutte le mani colorandomele di un rosso sangue e facendomele gonfiare. Qualche schizzo era arrivato anche in faccia e mi aveva fatto delle ferite. Chiara ancora non lavorava e stava tutto il giorno ad aspettarmi, in una città in mezzo al niente dove l’abitato più vicino è a 100 Km. Il 5 giorno abbiamo deciso che non valeva la pena rischiare la salute e stare lontani tutto il giorno.
La mattina siamo ripartiti e ho iniziato a vedere l’Australia in maniera diversa. In fondo ci era andato tutto bene. A Byron Bay abbiamo trovato lavoro dopo nemmeno 3 ore che eravamo lì, la raccolta dei mirtilli non era pesante e la costa era stupenda. L’avevamo un po’ eletta la nostra città adottiva d’Australia e nel tempo passato lì siamo stati benissimo. Abbiamo avuto un guasto alla macchina ma si è rivelato dieci volte meno grave di quello che sembrava e abbiamo conosciuto un meccanico, una persona che valeva la pena di conoscere. Il lavoro del Mango lo abbiamo aspettato per una settimana è vero, ma mi ha permesso comunque di raccogliere qualche soldo che con le nostre spese bassissime giornaliere sono oro e ad ogni modo non mi sono ferito agli occhi come alcuni ragazzi, le ferite sul viso sono sparite senza traccia e le macchie sulle mani vanno via rapidamente. La polizia mi ha fermato 3 volte per l’alcool test da quando sono in Australia e anche li è stata solo una divertente scocciatura. Avrei potuto bere una birra per cena senza pensarci e poi magari essere fermato. Mi avrebbero ritirato la patente e sarebbero stati guai seri. Insomma se vieni in Australia per una vacanza e con parecchi soldi tutte queste cose non le vedi o forse, te le perdi. Non è il paese che è duro, è difficile vivere sulla strada se non sei pronto. Noi non lo eravamo del tutto. Ma ce la siamo cavata e ce la caviamo.
Le città qui sono molto anonime se paragonate a quelle europee. Però ti ci abitui e cogli le piccole differenze appena arrivi. Cosi anche se in fondo nessuna ha caratteri distintivi forti dalle altre alcune città ti lasciano un ricordo o sensazioni migliori delle altre. Ora siamo a Innisfail, una cittadina sorta ai margini della strada principale. Abbiamo trovato un bagno con doccia e delle prese per ricaricare i computer. Prima che facesse buio abbiamo anche montato un’altra zanzariera sulle finestre del van per dormire senza che gli insetti ci mangino vivi la notte.
Finisco questo post con la frase di un film che è stato per anni seppellito nella memoria del mio hard disk e che avevo scaricato sentendolo citare durante il mio primo corso di fotografia. Credo che la frase riassuma bene il concetto che ho espresso sopra. Diceva pressappoco così:
” Sa, io viaggio molto, ma tanto aeroporti, città, luoghi, alla fine sono sempre gli stessi in qualunque parte del mondo”
” Non sono d’accordo, siamo noi che siamo sempre gli stessi, e applicando gli stessi soliti schemi mentali a situazioni nuove finiamo per autocondizionarci. Non sembra ma è molto difficile perdere le proprie abitudini”
Visualizzazione ingrandita della mappa
Sei il mio orgoglio!! Chiara
[Rispondi]