Questione di semantica

Posted: 9th giugno 2011 by andreadventures in riflessioni
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stevebuscemi

Riapriamo il blog dopo tempi immemorabili e più di un anno fermo in Trentino con una bellissima frase pronunciata da Steve Buscemi nel film Con Air. Secondo lui dipende tutto dalla semantica cioè dal significato dato alle parole. Il film in realtà non è un granchè ma Steve Buscemi è un grande (se non avete mai visto Le Iene, il film non lo spettacolo tv, avete perso roba) e la frase è fantastica.

“E’ una questione di semantica. Se ti dicessi che demente è chi lavora in un ufficio cinquanta ore alla settimana per cinquant’anni, poi un giorno si sente dire vaffanculo, dopodiché finisce in un ospizio sperando di morire prima di vivere l’affronto di non arrivare alla toilette in tempo?”

Un giorno a Venezia

Posted: 15th dicembre 2010 by andreadventures in Italia
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La scorsa settimana ho realizzato che vivo solo a due ore, due e mezza per la precisione da Venezia.

A Venezia ci sono stato parecchie volte, ma ogni volta è diversa, scopri ponti, vicoli angoli della città incredibili. Forse la cosa che mi piace di più di questa città non sono i canali ma l’aria che si respira. A Venezia si respira il passato, lo vedi sui muri delle case, sulle vecchie scritte sui muri, su ogni pietra.

Queste sono alcune delle immagini, rubate qua e là.

bambinovenezia

madrevenezia

uomovenezia

ambulantevenezia

immigratovenezia

vecchievenezia

cupolavenezia

Ritorno a casa

Posted: 27th marzo 2010 by andreadventures in Australia
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IMG_4559Ieri sono passate due settimane dal rientro in Italia. Mi sembra molto di più, il tempo scorre lento anche qui. Ho avuto e ancora ho la strana sensazione di essere ad Ottobre, quando l’estate è finita troppo presto e davanti ci sono 9 lunghi mesi di inverno. Oggi sono stato a fare una camminata sui monti Sibillini e mi sono persino beccato una bellissima nevicata. Si, un pò il variare delle stagioni mi è mancato. Però stando a casa adesso ho del tempo libero per ripensare all’Australia. E ogni volta che ci ripenso mi accorgo che sto sorridendo e sento la libertà che mi hanno dato quei mesi. La sento davvero rivedo quelle lunghissime strade diritte davanti a me e quelle ondate di calore, il freddo dell’acqua dell’oceano e delle sue bellissime onde. Sento il rumore del motore e il vento dal finestrino. Quando ero li, in Australia, avevo cominciato a non farci caso, ma ora tutte quelle piccole cose che registravo inconsciamente riaffiorano in diversi momenti della giornata e mi fanno stare bene. Davvero bene. Ho visto che è possibile avere quelle sensazioni, sentirsi libero. Certo, ora a casa devo fare i conti con diverse cose, ma avendo questo bellissimo bagaglio con me le affronto serenamente. E poi sono stato contentissimo di rivedere i miei amici di Bologna e sono stato felice di trovarli tutti in forma. Anzi, lunedi vado a una laurea, e prevedo un altissimo tasso alcolico. Dopo più di un anno che non bevo la mazzata sarà pesante.

Tornare in Italia, invece, per quanto riguarda la situazione del paese, se posso associarlo ad un’immagine visiva mi ha dato esattamente l’impressione di rientrare in una vecchia casa, dove non si va da qualche anno, dove nulla è cambiato, dove tutto è rimasto al suo posto, con un pò di polvere in più. Oggi, di ritorno dalla montagna mi sono fermato a comprare la pizza, mentre aspettavo che si cuocesse, al tavolino della pizzeria c’era un quotidiano. L’ho sfogliato un paio di volte alla ricerca di qualcosa da leggere. Ero pieno zeppo di notizie soltanto su politica e sport. Niente di interessante, assolutamente niente.

Berlusconi è sempre li e fa sempre quello che cazzo vuole. La sinistra è sempre li, e come sempre non fa un cazzo. Alla tv c’è sempre Pippo Baudo, Simona Ventura la domenica pomeriggio, Maria de Filippi, Paola Perego, L’isola dei famosi….ah non ho rivisto ancora Costanzo e non so se ci sia il grande fratello ma sono quasi sicuro di si. Il tutto farcito da calcio, calcio e ancora calcio (Ahò ma chà a fatto ARoma?). Hanno chiuso la trasmissione di Santoro e lui l’ha rifatta a Bologna trasmettendola su Internet. Grande risposta di pubblico ma… non era già successo? Non chiusero, non mi ricordo quanti anni fa sempre una sua trasmissione chiamata raggio verde? Non chiusero la trasmissione della Guzzanti “Raiot“?E anche li non fecero poi una controtrasmissione in piazza sempre con Santoro e Travaglio chiamata “Ora Basta”? Si. E ora siamo di nuovo da capo. Non credo ci sia più spazio per i mezzi termini, ci vorrebbe una bella rivoluzione, scrostare la classe politica a calci e dalla radice. Con mio immenso piacere, ieri ho visto l’intervista fatta al grande Monicelli e sono stato contentissimo nel vedere che anche lui ha avuto la mia stessa idea. Potete vedere il video qui.

Gli ultimi giorni in Australia

Posted: 6th marzo 2010 by andreadventures in Australia
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Alba a Bondi beachAbbiamo preso un ostello a Bondi Beach, a 100 metri dalla spiaggia. Costa un po’ di più degli ostelli in centro città ma abbiamo deciso che tornare negli ostelli di Victoria Street ci avrebbe solo rattristato. Invece qui possiamo andare tutti i giorni al mare senza spendere per la metro e io posso provare  (ripovare) a surfare. La vita in ostello ha come tutto vantaggi e svantaggi. Conoscere gente mi era mancato, durante il viaggio con J.Jack spesso passavano giorni interi senza conoscere nessuno, in ostello invece ogni giorni fai amicizia. Anche se dopo un po’ diventa stancante fare le domande di rito e ricevere le risposte di rito. Questo particolare ostello dove siamo lascia un po’ a desiderare per vari aspetti, stanze superaffollate, pochi bagni, cucina sempre piena…col van a parte la rottura di trovare un posto dove poterti fare la doccia, mangi quando vuoi, vai dove vuoi, nessun rumore molesto la notte e le tue cose sono al sicuro.  A Bondai a parte la spiaggia e il surf non c’è molto da fare e quindi questi giorni scorrono un po’ lenti, oggi mi sono alzato presto per andare a fare le foto all’alba, poi, debitamente spalmati di crema protezione 30 siamo andati in spiaggia. Io sono entrato in acqua con la tavola da surf fornita gratuitamente dall’ostello che purtroppo però è ancora troppo corta per la mia inesperienza. Risultato: vengo costantemente travolto dalle onde appena entro in acqua. Le poche volte che riesco a prendere la spinta poi non riesco ad alzarmi in piedi e vengo puntualmente risbattuto a riva. Di solito dopo un paio d’ore di tentativi smetto perché le onde sono alte 2 o 3 metri, e ricevere in faccia la valanga d’acqua tutte le volte dopo un po’ ti stordisce. D’altronde non ho scelta, affittare tavole più grandi costa troppo. A vedere la gente esperta sembra una cosa facile surfare ma non lo è affatto. Domani riprovo, magari riesco a prendere la mia onda prima di rientrare in Italia.

Ritorno a Sydney

Posted: 1st marzo 2010 by andreadventures in Australia
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Kings Cross, SydneyE alla fine il cerchio si è chiuso. Siamo tornati a Sydney, è davvero strano, sembra che sia passato cosi tanto da quando siamo partiti, e invece sono solo 6 mesi. La percezione del tempo è l’opposto di quando si lavora, dove il tempo scappa. Abbiamo 15 giorni prima della partenza, 15 giorni per vendere il nostro fedele compagno di viaggio, il nostro furgone J.Jack. Abbiamo persino pensato di riportacelo in Italia da quanto ci è piaciuto, ma il costo del trasporto in nave è oltre le nostre possibilità economiche. Cosi siamo tornati da dove abbiamo iniziato, in Victoria Street, con i cartelli appesi al van “FOR SALE”  in attesa dei compratori. Purtroppo come ci siamo resi subito conto che la situazione è molto diversa di quella che abbiamo trovato quando siamo arrivati. Ora ci sono tanti van e pochi compratori, e, invariabilmente il prezzo scende.  La cosa si è fatta anche più frustrante quando dopo 5 giorni ancora non avevamo niente di concreto in mano, qualcuno interessato ma tutte parole al vento. Chiedendo in giro sembra che anche portando il van da un rivenditore sarebbe addirittura peggio. Non ci darebbero più di 1000$. Ovviamente un backpacker pagherebbe di più e quindi siamo rimasti in strada. Per  una settimana ci siamo alzati alle 7, alle 9 eravamo in Victoria street e alle 18 ce ne tornavamo a dormire in riva al mare. Durante il giorno non si poteva fare altro che aspettare. Con noi c’erano anche altri viaggiatori che cercavano di vendere i loro mezzi e così, mal comune mezzo gaudio, ci siamo fatti un po’ di amici. Poi, dopo una settimana ci arriva un messaggio di due ragazzi interessati al van. Il giorno dopo vengono in Victoria Street, sono una coppia inglese, lo guardano per  5 minuti e ci dicono che gli piace tantissimo. Non vogliono nemmeno portarlo da un meccanico per un controllo o fare un test di guida. E’ un Toyota e si fidano della qualità. Ci portano un acconto subito e il giorno dopo ci chiamano perchè hanno il resto dei soldi. E’ li che realizziamo che è arrivato il momento di separarci da nostro amato van.

Non mi ero mai affezionato cosi tanto a una cosa e mai a una macchina. Però a quel  van è stata la nostra casa per 5 mesi, ci ha protetto quando fuori faceva freddo, quando pioveva, quando arrivavamo in una città nuova e non sapevamo dove andare, ci ha fatto attraversare senza problemi l’infuocato deserto australiano. Una volta dentro J.Jack eravamo a casa, avevamo tutto con noi e soprattutto ci sentivamo al sicuro. E potevamo andare dove volevamo. E’ stato una parte fondamentale del viaggio, comprarlo subito si è rivelata la migliore scelta.

Così il giorno dopo alle 4 di pomeriggio consegnamo J.Jack alla nuova coppia di padroni. I ragazzi sembrano capire che eravamo affezionati a quel piccolo furgone e ci assicurano che se ne prenderanno ben cura. Sembrano felici di averlo. Consegnate le chiavi ci avviamo alla stazione della metro, i ragazzi ci passano vicino suonando il clacson e salutandoci. E vediamo J.Jack sparire dietro la curva. Divento immediatamente triste, sento che in quell’attimo finisce qualcosa, tutto quella che abbiamo visto tutte le difficoltà incontrate, tutti i chilometri fatti. Il mare, la foresta pluviale, il deserto e le mosche. Il nostro viaggio in Australia è in quell’attimo.